Periodico telematico di informazione e di indirizzo sui problemi
riguardanti le autonomie locali e regionali a cura di Legautonomie.
Monday, 20 May 2019
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L’Italia e gli obiettivi di sviluppo sostenibile

19 Dic 2018

Nelle prossime settimane l’Italia, con la prossima Legge di Bilancio, assumerà importanti decisioni sul proprio futuro, anche alla luce delle priorità indicate dalla nuova maggioranza di Governo. Da esse dipenderanno,almeno in parte, l’intensità e le caratteristiche della crescita economica, la maggiore o minore uguaglianza tra i diversi gruppi sociali all’interno dell’attuale generazione e tra le generazioni, l’orientamento degli investimenti infrastrutturali, le caratteristiche del sistema fiscale. Analogamente, nei prossimi mesi l’Unione europea sarà chiamata, attraverso le elezioni del Parlamento e la successiva nomina dei membri della Commissione, a scegliere quale strada prendere per il proprio futuro, non solo in termini di assetti istituzionali, ma anche di allocazione del Bilancio 2021-2027 tra le diverse priorità. Infine, anche a livello globale sembrano scontrarsi diverse visioni sulle modalità con le quali risolvere i problemi economici,ambientali e sociali (si pensi alle migrazioni) da cui dipende il futuro del mondo, con divisioni significative tra chi privilegia un approccio multilaterale alle questioni e chi insiste nella ricerca di accordi bilaterali a”geometria variabile” a seconda della questione in discussione.

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Legautonomie ha aderito all’ASviS e ha partecipato all’assemblea dell’Alleanza

19 Dic 2018

Nata nel 2016, l’Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) ha iniziato il suo percorso di idee, progetti e attività con l’obiettivo di diffondere la cultura della sostenibilità in Italia e la conoscenza dell’Agenda 2030 dell’Onu e dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs). Lo fa insieme ai suoi aderenti che sono diverse centinaia tra le più importanti associazioni, fondazioni e reti della società civile. Anche Legautonomie ha aderito nell’ottobre 2018 e ha partecipato all’Assemblea che si è tenuta il 17 dicembre, a Roma, nella sede di Confcooperative. 

L’ ASviS, ancora un unicum nel panorama europeo, con portavoce Enrico Giovannini e presidente Pierluigi Stefanini, è strutturata in un Segretariato e in diversi gruppi di lavoro sui 17 SDGs e, in un anno, è diventata la più grande organizzazione di reti nazionali e punto di riferimento per chi si occupa, a diversi livelli, di sviluppo sostenibile in Italia. I suoi aderenti sono consapevoli che solo l’interesse concreto verso il raggiungimento degli SDGs possa evitare il collasso dei sistemi economici, sociali e istituzionali.

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Andare oltre il Pil: il Bes, per un benessere sostenibile

19 Dic 2018

“La vera utopia oggi insostenibile e stupida è di pensare che l’attuale modello di sviluppo possa risolvere i problemi: povertà, diseguaglianze, disoccupazione, messa in sicurezza del territorio e delle infrastrutture. Lo sviluppo sostenibile è l’unico degno di essere realizzato, ma ciò richiede un cambio radicale nella progettazione”. Così parlava tre anni fa Enrico Giovannini, fondatore e Portavoce dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), una rete di oltre 180 soggetti della società civile italiana, professore, economista, statistico, già Ministro del lavoro e delle politiche sociali del governo Letta, dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014, nonché presidente dell’Istat dal 2009 al 2013, tra le tante cose: è membro di numerosi Board di fondazioni e di organizzazioni nazionali e internazionali.

Ma soprattutto Enrico Giovannini è protagonista dell’importante percorso che ha portato l’Italia all’introduzione del BES e poi alla sua inclusione nel Documento di economia e finanza (Def).

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Progetto Macrotrends 2018. Dallo sviluppo senza limiti ai nuovi limiti allo sviluppo

19 Dic 2018

Questo rapporto macrotrends, il terzo dopo quelli pubblicati da Harvard Business Review Italia nel 2016 e 2017, è stato realizzato con il contributo di autori di primissimo livello su scala  nazionale e internazionale, e guarda al futuro in un contesto caratterizzato da turbolenze e incertezze notevolmente superiori rispetto a quelle identificate negli studi precedenti. Nel quadro di sintesi dei 10 Macrotrends 2019, infatti, i punti critici sono in deciso aumento rispetto a quanto si era osservato solo un anno fa e inducono a considerare con molta cautela l’evoluzione dei grandi trend in atto nel medio e nel lungo termine.

Il contesto permane caratterizzato da intensi fenomeni di cambiamento e i contributi pubblicati mettono in evidenza quattro principali driver di cambiamento. Poiché questo lavoro è stato concepito e realizzato in primo Qluogoperuna business community profondamente.

Il contesto permane caratterizzato da intensi fenomeni di cambiamento e i contributi pubblicati mettono in evidenza quattro principali driver di cambiamento. Poiché questo lavoro è stato concepito e realizzato in primo luogo per una business community profondamente impegnata nella gestione di imprese e organizzazioni di elevata complessità, il driver principale (su cui si era focalizzata l’attenzione anche in precedenza) rimane quello tecnologico. Accanto a questo si pone il secondo driver, relativo al cambiamento climatico e ai suoi effetti.

Il terzo driver rilevante è rappresentato dalle dinamiche in atto e prospettiche del quadro economico globale, che a sua volta è strettamente intrecciato con il quarto driver, che ha a che fare con il mutamento dei grandi equilibri geopolitici internazionali. Nei fatti, questi quattro driver sono tra loro inestricabilmente interrelati e dunque, per usufruire di una visione d’insieme dei nostri futuri possibili, è opportuno tenerli sempre contemporaneamente presenti.

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Costruire città resilienti

19 Dic 2018

Dalla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) del 1992, i Governi si sono concentrati prevalentemente su azioni finalizzate alla riduzione delle emissioni di gas serra. Negli ultimi anni però si è sempre più diffusa la consapevolezza che gli effetti dei cambiamenti climatici sono in atto e saranno destinati ad aumentare in futuro. È quindi necessario rafforzare le iniziative per l’adattamento a livello nazionale, regionale e locale per fronteggiare gli eventi estremi che colpiranno sempre più frequentemente il nostro pianeta.

Nell’aprile 2013 la Commissione Europea (CE) ha presentato due importanti documenti: la Strategia Europea di Adattamento ai cambiamenti climatici, che introduce un quadro normativo e meccanismi atti a rendere l’Europa capace di affrontare gli effetti attuali e futuri dei cambiamenti, e il Libro verde per la strategia sulle assicurazioni per le catastrofi naturali, che lancia una consultazione pubblica sul grado di adeguatezza e disponibilità dei tipi di assicurazione attualmente sul mercato.

Una nota della CE afferma che il riscaldamento in Europa sta avvenendo più velocemente che in altre parti del mondo.

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Il Piano Anticorruzione e le novità per i comuni

19 Dic 2018

L’Anci ha pubblicato una guida, dal titolo “Aggiornamento 2018 al Piano Nazionale Anticorruzione – Le novità di interesse per gli enti locali”, che tra i suoi contenuti più rilevanti, indica alcuni strumenti per rendere meno gravosi i moltissimi adempimenti burocratici imposti dal sistema anticorruzione, molto pesanti per gli enti di piccole dimensioni.

Secondo l’Anac, sarà possibile predisporre il piano evidenziando l’assenza di fatti corruttivi o ipotesi di disfunzioni amministrative significative nel corso dell’ ultimo anno, confermando quindi i contenuti di quello già adottato, con, eventualmente, l’indicazione di integrazioni o correzioni di misure preventive, se necessarie, a seguito del monitoraggio svolto dal responsabile anticorruzione.

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Affidamenti per importi inferiori ai 40.000 euro: giurisprudenza ed Anac fissano i principi

19 Dic 2018

Non si è in presenza di un bando di gara vero e proprio, ma di un “Avviso pubblico” per la manifestazione di interesse per un appalto di servizi dal valore inferiore ad Euro 40.000,00, ossia un appalto che ben può essere aggiudicato direttamente (con adeguata motivazione) senza bisogno di consultare due o più ditte, ai sensi dell’articolo 36, comma 2, lettera a), del D. Lgs. n. 50/2016 e ss.mm.. Relativamente agli appalti sotto soglia e per cifre minime, dunque, la consultazione di due o più imprese diventa solo possibile e non obbligatoria per la stazione appaltante: ne consegue, pertanto, che tale procedura informale e snella non può essere inquadrata nel novero delle procedure ordinarie applicando ad essa tutte le regole previste per queste ultime, soprattutto se la stessa procedura prevede, al suo interno, clausole tese a mantenere la snellezza della stessa consentendo all’Amministrazione anche la modifica, in qualunque momento, della manifestazione stessa.

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